Informazioni personali

La mia foto
Ferrara, Ferrara, Italy
Allievo Agente Kopernik della prima G ITI Copernico-Carpeggiani di Ferrara...se fossimo l'agente Lisa

12 aprile 2011

Il mio pensiero... sull'Hacking

Secondo me l’hacking è una minaccia per tutti i giovani,inconsapevoli di tutti i danni che può causare alla loro sicurezza sul pc e sulla loro privacy.

L’hacking è uno dei problemi più diffusi della rete e che da anni si cerca di combattere maggiormente.

Voi cosa ne pensate??

Il mio pensiero....sul cyberterrorismo!

Sull’argomento del cyberterrorismo penso che sia una grave minaccia per i giovani di oggi, perché non hanno ancora esperienza sul campo di internet.
Io sono un'agente e ho visto molti casi in cui i ragazzi si sono trovati in situazioni difficili.
Mi rivolgo anche ai genitori: bisogna tener sotto controllo i propri figli dalle azioni che possono eseguire senza sapere le conseguenze e i danni che possono accadere.
Ma i figli seguiranno i consigli dei genitori??


Voi cosa ne pensate??


Arrivederci e alla prossima!!!

24 marzo 2011

L’hacker italiano più famoso


Si chiama Hacker Republic l’ultimo libro pubblicato da Fabio Ghioni, esperto a livello mondiale in sicurezza e tecnologie non convenzionali, consulente strategico per diversi organismi governativi e internazionali, divenuto l’hacker più famoso d’Italia dopo l’inchiesta sulle intercettazioni, quando era a capo della sicurezza informatica per Telecom.Accusato di associazione a delinquere finalizzata alle incursioni informatiche, Ghioni ha fatto otto mesi di carcere. Dopo è stato scagionato con il patteggiamento.
L’ultima fatica letteraria di Ghioni, prende spunto dalla trilogia Millennium di Stieg Larsson e dalla sua eroina Lisbeth Salander. Hacker Republic si pone lo scopo di spiegare al grande pubblico, con un linguaggio comprensibile a tutti, i segreti dell’underground telematico. Ghioni accompagna il lettore in un paese senza confini, battezzato cyber world, che si nasconde dietro agli schermi degli ignari utenti e scavalca le regole e le giurisdizioni nazionali del mondo fisico. Hacker Republic è anche una guida, una sorta di manuale per i profani, in cui Ghioni spiega come evitare il più possibile i pericoli che si celano dietro alla Rete e alla tecnologia. Al contempo, in Hacker Republic l’autore smonta alcuni miti, come quelli sulle intercettazioni telefoniche. Nel capitolo “Hacker in azione”, l’ex capo della security di Telecom spiega nei dettagli cosa sia un’intercettazione, come si effettua, quali differenze esistano tra intercettazioni fisse, mobili e VoIP e quanto sia insensato credere al “grande orecchio” che ascolta tutte le nostre conversazioni. 
http://www.fabioghioni.net/

Sony alla caccia di GeoHot


Sony torna nuovamente all'attacco dell'hacker George Hotz noto come GeoHot  sbandierando delle prove che, se verificate, potrebbero risultare importanti per decidere la giurisdizione del procedimento.
Secondo gli avvocati di George il processo deve tenersi in  New Jersey ovvero lo stato di origine del ragazzo, mentre Sony vuole che si proceda nella più favorevole California. In un nuovo documento depositato dalla casa nipponica, si apprende che Hotz avrebbe mentito. Gli avvocati dell'hacker hanno sempre sostenuto che il loro assistito non aveva un account Playstation Network e quindi non avrebbe mai sottoscritto i termini di servizio proposti da Sony.
Sony sostiene di avere prove che indicano che Hotz non solo ha un account Playstation Network, ma possiede quattro Playstation 3. Sony ha inserito nel documento i numeri di serie di ogni sistema e altri dati collegati all'attività di Hotz sul Network.
"Ha dichiarato che ha acquistato una di queste nuove console nel febbraio 2010 e ci ha fornito il numero di serie. SCEA l'ha usato per determinare che il 25 febbraio 2010 Hotz ha acquistato la PS3 nel GameStop vicino a casa sua, si legge nel documento. Tramite il seriale, Sony spiega di essere risalita al 10 marzo 2010, data nella quale Geohot avrebbe creato un account Playstation Network con il nickname blickmanic". Secondo la casa nipponica l'indirizzo IP associato a questa registrazione è stato identificato a Glen Rock, nel New Jersey, dove vive Hotz.
"La titolarità dell'account blickmanic da parte di Hotz è ulteriormente supportata dal fatto che una ricerca su Internet svela un post con questo nickname all'interno di una discussione sul jailbreak dei telefoni cellulari". Ricordiamo che Hotz è stato il primo ad aggirare le difese dell'iPhone.
Sony sostiene inoltre che il processo in California sarebbe giustificato anche dal fatto che oltre 5 mila indirizzi IP di coloro che hanno scaricato file e strumenti pubblicati da Hotz sul Web sono riconducibili a utenti californiani.

Clinton: miliardi contro il cyberterrorismo

Washington (USA) - Non tutti i parlamentari sembrano d'accordo con la proposta di spesa che Bill Clinton, presidente americano, ha reso nota annunciando la propria intenzione di fare di tutto per contrastare l'emergente terrorismo cyber. Una "lotta" che nella prossima finanziaria americana dovrebbe prevedere, secondo Clinton, una spesa di 91 milioni di dollari. l piano prevede di perseguire quelle che sono linee guida già note, vale a dire sviluppo di nuove tecnologie, una maggiore interazione tra le diverse forze pubbliche e private impegnate sul fronte sicurezza e una formazione più efficace per i cybercops. Ma nel progetto c'è anche posto per Borse di studio sulla sicurezza informatica e per la creazione di "una nuova generazione di specialisti della sicurezza che lavorerà per difendere i computer del nostro paese".Va detto che i 91 milioni di dollari non sono che una parte dei 2 miliardi di dollari che l'amministrazione Clinton in questi anni e nei prossimi spera di poter spendere per la sicurezza informatica. Oggi i nostri sistemi chiave, dalle infrastrutture energetiche al controllo aereo, sono connessi e gestiti da computer.

L'Iran contro ai "cyber-terroristi"



L'Iran contro ai "cyber-terroristi": Guerra ai siti internet degli oppositori!!
http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/03/14/473844/images/665048-IRAN.JPGLa misura è stata presa per contrastare i "nemici dell'Iran", che avrebbero finanziato 874 siti internet per destabilizzare il Paese e incoraggiare le manifestazioni contro Ahmadinejad Teheran ha infatti creato un esercito formato da esperti (paramilitari islamici) con il compito di "attaccare i siti dei nemici e rispondere alle loro offensive". Siti internet, perché si tratta di un ‘cyber-esercito’.
Gli attacchi informatici sono regolarmente condotti contro i siti ufficiali delle autorità, mentre, dall’altra parte, sono spesso presi di mira siti come la Voce d’America, quello della radio olandese Radio Zamaneh e Twitter.                                            
Pochi giorni fa Said Jalili, segretario del Consiglio supremo della sicurezza nazionale, ha dichiarato che "i nemici dell’Iran" avevano finanziato la creazione di "874 siti internet" per destabilizzare il Paese e incoraggiare le manifestazioni contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad, avvenuta nel giugno 2009.

Truffe con finte e-banking


Queste mail rappresentano una tecnica messa in atto da malintenzionati e associazioni criminali che consiste nell’inviare email fingendo di essere la nostra banca online o un altro istituto finanziario.
Le email inviate riproducono spesso perfettamente l’interfaccia grafica del sito della banca, presentando logo e intestazioni esattamente uguali all’originale, ed invitano il destinatario a fornire i propri dati sensibili come login personale di accesso e password, numero di carta di credito o del conto online ecc.
Le motivazioni più adottate chiamano in causa un problema del conto corrente online, la necessità di verificare i dati o di doverli aggiornare, e così via.
In alcuni casi ancora più elaborati, la mail contiene un link ad sito in tutto e per tutto uguale a quello della banca online. Gli attacchi meglio strutturati sono in grado addirittura di far comparire nella barra degli indirizzi del nostro browser persino il corretto url della nostra banca online, anche se in realtà ci troviamo in una copia identica con l’unico scopo di impossessarsi dei nostri dati bancari.
E’ bene ricordare comunque che in nessun caso banche e aziende di commercio on-line chiedono ai propri clienti di inviare dati sensibili via email, al di fuori delle sessione di transazione protette. Nel caso tuttavia nutriamo dei dubbi, possiamo telefonare alla nostra banca online facendo attenzione a contattare i corretti recapiti.
Evitare sempre di cliccare sui collegamenti presenti nella mail: nel caso vogliamo collegarci al sito della nostra banca online, è sempre meglio digitare direttamente l’url nella barra degli indirizzi del browser per essere sicuri di venire inoltrati nel vero sito, e non in qualche copia non autorizzata.